LA MAGIA DEL “DR. NEST” AL TEATRO PUCCINI DI FIRENZE

Prendete pochi ingredienti e metteteli insieme, proprio come fanno i personaggi delle fiabe quando vogliono creare una pozione: otterrete la magia delle cose semplici, essenziali, la stessa magia che ha vissuto chi era presente domenica 10 marzo al teatro Puccini di Firenze. In questo caso, i “maghi” erano gli attori della compagnia teatrale tedesca Familie Flöz e la loro “pozione” si chiamava “Dr. Nest” (Dottor nido, in italiano). Unendo ingredienti come le maschere, i movimenti degli attori, la musica ed un sapiente gioco di luci, la magia si è sprigionata sul palcoscenico in tutta
la sua potenza.

Dr. Nest e la pazzia

In un’atmosfera dove il conscio si mescola con l’inconscio e dove il confine tra sano e malato si perde, diventa difficile anche per lo stesso Dr. Nest, chiamato a lavorare in una casa di cura, distinguere tra la realtà e la pazzia, l’immaginazione, il sogno. In pieno stile tedesco, Familie Flöz prende spunto per questo spettacolo da descrizioni di casi provenienti dal campo della neurologia e ne crea un microcosmo perfettamente funzionante e, nella sua apparente assenza di senso, perfettamente ricco di significato.           

Al cospetto delle vicende, lasciandovi trasportare nei suggestivi mondi dei pazienti e immergendovi nelle loro psicosi, vi renderete conto, proprio come il Dr. Nest, di quanto sia facile veder crollare le proprie certezze e scatenare dubbi sulla realtà che vi circonda.                                                                                           

Familie Flöz e le maschere

Dall’ incontro con la compagnia prima dello spettacolo, emerge che le maschere sono per ognuno di loro una componente fondamentale, un elemento che contribuisce, insieme all’ attore stesso, al processo creativo del personaggio, che per Björn Leese (l’attore che dà vita sulla scena al Dr. Nest) “non finisce mai ed è profondamente influenzato dalla presenza del pubblico”. Di conseguenza, lo stesso spettacolo può subire nel corso del tempo dei cambiamenti, diventando a volte anche molto diverso da come era in origine.             

Invito quindi tutti ad assistere per lo meno ad una delle produzioni di questa meravigliosa compagnia, le quali, proprio come il nome Flöz, che in tedesco significa filone minerario, emergono dalle viscere della terra (e meravigliano, nella loro magica semplicità).        

Giulia Giannattasio

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