Dopo un maggio indegno di essere chiamato con questo nome, tra freddo, grandine e cielo deprimente come il pessimismo cosmico leopardiano, finalmente ieri abbiamo avuto una giornata che potesse essere definita primaverile. Cari lettori, tutto ciò non è dovuto a particolari contingenze meteorologiche, ma all’inizio che stavamo aspettando da più di un anno: l’Arezzo Crowd Festival.

La giornata si apre col botto, ovvero il Teatro Pietro Aretino stracolmo di bambini a vedere lo spettacolo di burattini Acqua Matta, di e con Cinzia Corazzesi e prodotto da Nata Teatro.

Intanto alle Officine Montecristo la prima One Day Exhibition apre i battenti, con i dipinti di Zahra Sadat Kiafar, autrice della nostra locandina. Non credo di poterla ringraziare abbastanza per il meraviglioso regalo che ci ha fatto, “prestandoci” la sua opera per un giorno.

Alle tre del pomeriggio si sono aperti gli incontri letterari all’Informagiovani moderati dal “nostro” Umberto. Ogni giorno del festival lui intervisterà quattro autori e presenterà dei libri della scena aretina. Ieri è stata la volta di Andrea Dalla Verde con il suo “Ollivud”. Ecco a voi la storia della Poti Pictures, la prima casa di produzione cinematografica sociale italiana.

Il pomeriggio è stato riempito da due performances coi fiocchi: alla Sartoria Creativa Bolli “Ana, Eva e Ketty”, di e con Gea Testi e Gianni Barelli. Una performance stratosferica su tre artiste femministe del Novecento, fatta da amici strepitosi del nostro festival.

-Per favore, un applauso enorme alla Gea che ha curato tutte le grafiche del Festival!-

Lungo Corso Italia invece si è svolta “Neighbours”, performance a cura di Officine Montecristo con alcuni membri del comitato artistico. Vi ricordate quelle maschere che si facevano i fatti loro in giro per il Corso? Bene, eravamo noi.

A seguire, momento relax, momento chill out alla Clandestina: i compari dell’Ulcera del Signor Wilson agli accompagnamenti musicali e letture tratte dai brani del libro “Ollivud” di Andrea Dalla Verde.

E ora veniamo al clou: primo giorno. Primo spettacolo dello Young Theatre Contest. Teatro Pietro Aretino pieno per “Riportami là dove mi sono perso” di Officine Gorilla.

Finita qui? Ovviamente no. Tutti a fare festa al Quokka Caffé & Pub, grazie alla partnership con Carovana Gipsy Lab.

E questo è stato soltanto il primo giorno.

Alessandra Bracciali

P.S. Le foto meravigliose che vedete sono di Mara Giammattei, un applauso enorme anche per lei.

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