Caro lettore,

non so quanto questo articolo possa esserti utile. Io non conosco te, tu non conosci me. Magari abbiamo delle cose in comune e magari no. Al di là delle differenze che ci possono essere nelle nostre vite, forse, effettivamente, qualcosa che ci tiene uniti c’è. Ti è mai capitato nel tuo lavoro, nello studio o  nelle relazioni, di fallire? Scommetto di sì.

A meno che tu non appartenga ad una qualche specie aliena sconosciuta, anche tu avrai sicuramente sperimentato il lento tuffo nel fallimento che tiene uniti tutti gli esseri umani. Quella deliziosa agonia che ti porti dentro e che non riesci a sfogare. Sicuramente ci saranno stati anche per te quei momenti in cui l’angoscia è entrata così tanto sotto la pelle che quasi ti dispiaceva farla andare via per paura di rimanere solo con te stesso.  Forse era dovuto ad un amore finito male, una delusione sul lavoro o una scelta che solo dopo molto tempo hai scoperto essere tossica per la tua vita.

Non ti illudere, non ho alcuna soluzione per te.

Se sei interessato  però, potrei avere qualcosa che renda il tuo tuffo un po’ più dolce.

Primo passo

Vai in un negozio di dischi (mi raccomando, niente piattaforme digitali) e chiedi una copia di Darkness on The Edge Of Town, di Bruce Springsteen.  Paga, porta il tuo nuovo acquisto a casa, apri con cura la confezione e inserisci il disco nello stereo.  

Non posso ora iniziare una disquisizione sulla struttura armonica dell’assolo di chitarra nella traccia quattro, o di quanto sarebbe stato meglio spostare il tutto un’ottava sotto. Voglio solo sperare di non annoiarti. Chissà se dopo averlo ascoltato ti rivedrai nelle mie parole.

Darkness on the edge of town

Sei da solo, di notte. All’orizzonte vedi le luci della città che continua a risplendere 24 ore su 24. Tu non sei in città però. Tu sei fuori. Sei nella periferia, tra gli sbandati e quelli che vogliono dimenticare tutto, soprattutto se stessi. Hai perso quello che amavi e ti rimane solo angoscia, frustrazione, paura. “Alle volte senti che stai portando su di te il peso delle anime di tutti coloro che hanno perso.” Che fare adesso? La speranza se n’è andata e a te rimangono solo i ricordi della vita che fu.

Probabilmente ti sto davvero annoiando. Puoi fermarti qui se vuoi, non mi offendo.

Badlands

Continui? Come vuoi tu. Sei un esiliato quindi? O un auto esiliato? Davvero le tue paure ti hanno permesso di fuggire così tanto da te stesso?  Oramai non c’è più niente per te, a parte i bassifondi. Le strade secondarie, dimenticate da Dio sono il tuo regno.  L’Onnipotente se ne sarà pure andato, ma qui c’è abbastanza vita per riempire i cuori dell’umanità intera.

Non ci sarà più forse la leggerezza di un tempo, quella che tu confondevi per felicità. C’è qualcosa di diverso quando guardi gli altri negli occhi. Riesci a Vedere: non c’è un solo sguardo che non ti restituisca almeno un po’ di paura, lamento, ansia, voglia di scappare via. C’è chi cerca di mascherarlo vantandosi della macchina, della nuova moglie giovane e bella con gli occhi spenti, ma a te loro non devono interessare.


Let the broken hearts stand as the price you’ve gotta pay 

A te, lettore, colpiscono gli altri. Giovani, vecchi, donne, uomini non importa. Hanno la stessa disperazione negli occhi, ma pure qualcos’altro. Una fiamma, una scintilla che brucia nelle loro iridi. Loro non nascondono la loro angoscia, né la ostentano. Fanno qualcosa di incredibile, da eroi del nuovo millennio: la guardano in faccia. Hanno tutti la loro storia triste alle spalle e nonostante tutto cercano, bramano la loro terra promessa.

Non si sa come ma trovano la forza di non arrendersi e la vedono in qualunque cosa: in un’idea di futuro lontano, in una gara clandestina di macchine, in una donna. Semplicemente vanno avanti, alla ricerca di una versione migliore di se stessi.



Ho sempre cercato di fare del mio meglio
per vivere in modo giusto
mi alzo tutte le mattine
e vado a lavorare tutti i giorni
ma gli occhi si accecano
e il sangue scorre freddo
a volte mi sento così male che voglio esplodere
esplodere e devastare quasta intera città
prendere un coltello
e tagliarmi questo dolore dal cuore
trovare qualcuno che muoia
dalla voglia di iniziare qualcosa

Bruce Springsteen – The Promised Land

Ecco, questo è un piccolo riassunto di cosa è per me Darkness On The Edge of Town. Pubblicato il 2 giugno 1978 questo album in molte occasioni è stata la mia ancora di salvezza. Perdonami, lettore, se il mio discorso è stato un po’ sconclusionato. Sei riuscito a sorbirti il mio maldestro malloppo e di questo te ne sono grata.

“I hope we’ll see on the road again”

Alessandra Bracciali

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