Quando ad Arezzo visitiamo Piazza Grande non possiamo non notare un bellissimo palazzo in stile gotico con un grande orologio alla sua estremità.

Sapevate che quel palazzo venne affittato dal tribunale della ruota civile nel 1786?

Oggi non è più un tribunale, bensì un museo con una ricchissima mole di opere di cui conosco solo una piccola parte.

E così, spinto dalla curiosità, sono entrato nel palazzo della Fraternita dei Laici e ho incontrato una dei Rettori, la Dottoressa Daniela Galoppi, alla quale ho fatto alcune domande.

Di cosa si occupa la Fraternita dei Laici e da quanto tempo ne fa parte?

Nel 2015 sono stata chiamata dal sindaco Alessandro Ghinelli a far parte del Magistrato di Fraternita insieme ad altri quattro rettori.

Ho una laurea in Storia dell’Arte e una in Conservazione e Restauro dei beni culturali; all’interno dell’ente mi occupo quindi di valorizzare e salvaguardare il vasto patrimonio artistico, oltre a organizzare mostre ed eventi culturali.

Di cosa si occupa la Fraternita e quali attività o eventi offrite alla città?

L’attività della Fraternita dei Laici di Arezzo è testimoniata fin dal 1263 e ha sempre avuto un ruolo importantissimo per la comunità aretina, non solo come ente laico caritatevole, ma anche come riferimento politico e culturale. È stata sostenuta nei secoli da benefattori che le destinavano i propri beni.

Nel 2018 abbiamo allestito un nuovo percorso museale che consente di intraprendere un viaggio espositivo educativo ma al tempo stesso anche innovativo e curioso. Arte, storia, conferenze, didattica, degustazioni, mostre e concerti coesistono in un luogo senza tempo in una città che già attira turismo grazie ad artisti di valenza assoluta come Piero della Francesca, Cimabue, Vasari, Bartolomeo della Gatta, ecc.

Nonostante questi tempi di crisi economica riusciamo ancora a elaborare progetti che rinnovano continuamente la tradizione grazie al piccolo grande museo, al ricchissimo archivio storico e al quotidiano impegno di molti appassionati.

Editiamo anche una rivista, chiamata Annali Aretini, che raccoglie saggi legati al territorio di carattere storico, artistico, sociale e agricolo.

La Fraternita è inoltre proprietaria di una grande tenuta agricola nella quale vengono coltivati e prodotti olio, vino, farine, frutta e in particolare mele; tutti questi prodotti vengono poi venduti nel book shop, all’interno del Palazzo.

Scendiamo nello specifico: il vostro museo vanta opere d’arte di maestri del calibro di Spinello Aretino o Giorgio Vasari. Quali sono le principali collezioni del museo?

Il nuovo percorso museale è suddiviso in sezioni con pannelli esplicativi che raccontano la storia della Fraternita e raccolgono opere importanti che comunicano il significato e l’impegno sociale nel corso dei secoli. Un esempio è il San Rocco datato 1479 davanti al Palazzo di Fraternita, realizzato da Bartolomeo della Gatta, ossia il pittore più importante della Toscana del sud dopo Piero della Francesca. Una lunga iscrizione tramanda i nomi dei Rettori dell’epoca che commissionarono il dipinto in occasione della terribile pestilenza che colpì Arezzo nel 1478. In occasione della pestilenza l’ente pio, in conformità con gli scopi umanitari per cui era stata istituita, si dedicò a soccorrere e curare gli appestati.

Tra le opere più importanti ricordo anche una lunetta raffigurante la Pietà, il modellino ligneo delle Logge del Vasari e un disegno a matita nera sempre del Vasari.

E poi ancora tante altre opere come i ritratti dei Granduchi di Toscana realizzati da Pietro Benvenuti, e molto altro ancora.

Parlando di singole opere all’interno del museo, cosa non dovrebbe perdersi il cittadino di Arezzo? E perché?

La Fraternita rappresenta ed è la storia di Arezzo, ma molti aretini non lo sanno; consiglio al cittadino di visitare il palazzo di Fraternita dove potrà scoprire le proprie origini e altre curiosità che riguardano la città per oltre sette secoli.

Mi chiedi perché? Perché è importante riconoscersi cittadini di Arezzo, avere il senso di appartenenza, dare significato alle proprie origini, averne l’orgoglio e il rispetto.

E per i turisti che vengono da fuori città cosa consiglia?

Tanto per cominciare un caffè in Piazza Grande, sotto le Logge del Vasari, e poi una visita al museo del palazzo di Fraternita. Dal nostro palazzo è possibile avere un punto di vista privilegiato e al centro di Piazza Grande, ossia una delle piazze più belle d’Italia.

Consiglio poi di partire dalla prima sala detta dell’Udienza con il grande affresco della Madonna della Misericordia, realizzato nel 1448 da Parri Spinelli.

E poi entrare nella meravigliosa pieve di Santa Maria, senza dimenticare la fortezza medicea, la chiesa di San Domenico con il crocifisso di Cimabue, la casa museo di Giorgio Vasari e naturalmente Piero della Francesca.

A riguardo dell’orologio ero molto curioso e volevo chiederle qualcosa sul suo funzionamento.

Il meccanismo originale dell’orologio realizzato nel 1552 da Felice da Fossato è molto raro. L’orologio è di tipo tolemaico e funziona grazie alla forza di gravità e a un sistema di tre differenti contrappesi tenuti da grandi funi. L’ingegnoso meccanismo indica oltre alle ore, in caratteri romani, anche i giorni, le fasi della luna e il moto del sole nello zodiaco.

L’orologio è uno dei più antichi d’Italia e una leggenda narra che Maestro Felice venne accecato dopo averlo consegnato agli aretini, affinché non ne potesse costruire altri esemplari.

Dallo stesso piano si accede inoltre a una bella terrazza panoramica che si affaccia su Piazza Grande e su tutta la città.

Bene, detto questo: come e quando gli interessati possono visitare il museo?

Il museo è sempre aperto, sette giorni su sette, dalle 10.30 alle 18.00. Il costo d’ingresso è di 5 euro a persona. Per gruppi superiori a 15 persone c’è un ulteriore sconto e si effettuano anche visite guidate.

Luca Nardi

Sito internet: www.fraternitadeilaici.it

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