Ciao popolo goloso! Eccoci qua all’appuntamento godereccio dell’Arezzo Crowd Festival.

Qualche giorno fa sono stata ospite di un’amica per cena, mi ha fatto assaggiare i falafel fatti da lei. Sono rimasta esterrefatta, erano stratosferici! Non sono un’amante del fritto, ma di quelle polpettine ne avrei mangiate fino a sentirmi scoppiare! E così non potevo non condividere questa ricetta e la sua storia con voi. Avete il passaporto lì pronto? Benone! Possiamo volare verso la Palestina.

Dunque, oggi voglio farvi fare un piccolo viaggio nella tradizione culinaria levantina ovvero di Egitto, Israele e Palestina. Questa cucina è caratterizzata dalla massiccia presenza di legumi e spezie. Vengono inoltre usate anche molte verdure e una vasta gamma di cereali di cui molti di noi non conoscono neanche l’esistenza (come ad esempio il bulgur).

I falafel sono delle piccole polpette fritte a base di ceci  o altri legumi, spezie, aglio, cipolla, cumino e coriandolo.

Si tratta di una ricetta tradizionale della cucina palestinese e più in generale di quella levantina.  Questa pietanza è usata soprattutto nei giorni di festa quando le regole kosher prevedono di non consumare carne. I falafel sono tradizionalmente considerati parte della cucina povera, data la grande reperibilità dei legumi e il loro basso costo.

L’origine dei falefel è tuttavia controversa. Presumibilmente l’etimologia della parola è da ricercare nella lingua copta, nella quale pha la phel significa “con molti fagioli”.

Difatti i falafel costituivano con molta probabilità il sostituto della carne nel giorno del digiuno dei copti egiziani. Da qui, dal momento che Alessandria è una città portuale, è stato possibile esportare in medio oriente la pietanza e il suo nome, così da diffondersi verso nord.

La sua versione più antica probabilmente conteneva fave macinate, pressate in palle o dischi, e fritte. I ceci le hanno rimpiazzate quando la ricetta si è diffusa in tutta la cucina levantina, diventando parte integrante della tradizione gastronomica in Palestina e in Israele. Essendo un piatto vegetariano, permettevano di rispecchiare i dettami della cucina kosher e accompagnarsi alternativamente a carne o pesce. Spesso venduti come street food, normalmente si usano per farcire le pite insieme a hummus, tahini, yogurt, pomodoro e melanzane grigliate.

Oggi i falafel sono considerati un piatto nazionale nella cucina egiziana, israeliana e palestinese e sono diffusi a livello internazionale nei diversi negozi di kebab.

La ricetta tradizionale dei falafel 

Ingredienti (50/60 falafel):

  • 500 gr di ceci;
  • 3 spicchi d’aglio;
  • 1 cipolla;
  • 1 mazzetto di prezzemolo;
  • 1 cucchiaino in polvere di coriandolo;
  • 1 cucchiaino di cumino;
  • sale q.b;
  • pepe q.b;
  • 1 lt di olio di arachidi per friggere;
  • Pan grattato se il composto dovesse risultare morbido.

Procedimento:

  1. Mettete in ammollo i ceci per 24 ore;
  2. Tagliate a pezzettini la cipolla e l’aglio, quindi frullate i ceci con tutti gli ingredienti fino ad ottenere una crema abbastanza omogenea;
  3. Mettete il composto per 30 min./ 1 ora in frigorifero;
  4. Mettete l’olio in una casseruola fonda e portatelo al punto più caldo;
  5. Prendete l’impasto e formate delle piccole palline leggermente schiacciate e friggetele fino a che non si saranno dorate;
  6. Servite le polpette calde appena fritte.

Buon appetito!

Giada Sandrucci

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